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Io stesso non lo so e voi ?

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enrico said:
Io stesso non lo so e voi ?

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enrico said:
Io stesso non lo so e voi ?
Carissimo...ieri avevo già risposto alla Tua domanda ...ma non essendo molto pratico.......non è partita.....In ogni caso spero che questa volta possa essere pubblicata...e pertanto Volevo dirti solo due cose...Innanzitutto i Critici d'arte veri, seri e professionali...senza offesa per gli altri che comunque hanno ed evidenziano i loro limiti.. come ognuno di noi...che peraltro non ho mai dovuto pagare.....per me sono stati di grande aiuto (Non tutti)...per capire meglio me stesso, diciamo che mi hanno ben delineato quel che faccio... e lo verificato e maggiormente sviluppato grazie a Loro.....facendo a volte riferimento a Scultori di fama mondiale con H.ARP, VIANI, MOORE etc....forse esagerando...ma non credo più di tanto se le mie cose somigliano a questi grandi..è stata solo casualità...perchè neanche li conoscevo....o meglio non avevo visto le loro opere prima di iniziare.......Sono stato sempre un tantino attento a non farmi condizionare dai lavori di altri.......e poi un'altra cosa volevo dirti.............Il Critico d'arte secondo il mio punto di vista.... pecca solo e solamente nel termine in cui viene definito......CRITICO.....questo termine crea a volte molta antipatia.........perchè in genere si confonde con le critiche a volte negative...che qualcuno ci rivolge....e non solo a riguardo dell'arte..ma in genere.... " La critica " ..... che porta a far pensare il termine col quale è " tacciato " l'Esperto d'arte...crea confusione.....Infatti......Quando mai il CRITICO d'ARTE...mette in discussione ciò che fai....è molto difficile che questo accada...piuttosto Egli si limita a sottolineare ciò che vede, che sente o percepisce......e con la sua conoscenza della Storia dell'arte delinea la Tua posizione..La corrente....i riferimenti....il carattere...e via discorrendo....perciò....abbi fiducia in Loro...che ne sanno senz'altro più di noi...stanne certo ok ? Fidati......almeno di quelli veramente preparati.....! Grazie per l'opportunità che mi hai dato per parlarne..!
Ciao alla prossima - Mario Enrico d'Ippolito - medarts

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Mario Enrico d'Ippolito said:
enrico said:
Io stesso non lo so e voi ?
Carissimo...ieri avevo già risposto alla Tua domanda ...ma non essendo molto pratico.......non è partita.....In ogni caso spero che questa volta possa essere pubblicata...e pertanto Volevo dirti solo due cose...Innanzitutto i Critici d'arte veri, seri e professionali...senza offesa per gli altri che comunque hanno ed evidenziano i loro limiti.. come ognuno di noi...che peraltro non ho mai dovuto pagare.....per me sono stati di grande aiuto (Non tutti)...per capire meglio me stesso, diciamo che mi hanno ben delineato quel che faccio... e l'ho verificato... e maggiormente sviluppato grazie a Loro.....facendo a volte riferimento a Scultori di fama mondiale con H.ARP, VIANI, MOORE per quanto concerne le mie sculture informali....forse esagerando...ma non credo ..... se le mie cose somigliano a lavori di questi grandi..è stata solo casualità...perchè neanche li conoscevo....o meglio non avevo visto le loro opere prima di iniziare.......Sono stato anche un tantino attento a non farmi condizionare dai lavori di altri.......e poi un'altra cosa volevo dirti.............Il Critico d'arte secondo il mio punto di vista.... pecca solo e solamente nel termine in cui viene definito......CRITICO.....questo termine crea a volte molta antipatia....viene frainteso...inteso come tuo padre o tua madre che hanno qualcosa da correggerti...perchè in genere si confonde con le critiche a volte negative...che qualcuno ci rivolge....e non solo a riguardo dell'arte.....ma in genere......non è così..... " La critica " che ci fa il Critico non è una imposizione di fare diversamente da quello che fai.....anzi .....Infatti......Quando mai il CRITICO d'ARTE...mette in discussione ciò che fai....è molto difficile ....e dev'essere fuori dal mondo........che questo accada...piuttosto Egli si limita a sottolineare ciò che vede, che sente o percepisce......e con la sua conoscenza della Storia dell'arte e del genere umano......delinea per grossissime linee la Tua posizione..La corrente....i riferimenti....il carattere...i cromatismo..il segno...e via discorrendo....perciò....abbi fiducia in Loro...che ne sanno senz'altro più di noi...stanne certo ok ? Fidati......almeno di quelli veramente preparati.....! Grazie per l'opportunità che mi hai dato per parlarne..!
Ciao alla prossima - Mario Enrico d'Ippolito - medarts

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Lei scrive che "Sono molti gli artisti che esprimono attraverso i colori i propri stati d'animo, senza per questo riuscire a dare un reale significato a quei colori."
Potrebbe fare qualche nome a titolo di esemipo?
Grazie,

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Quelli buoni a molto...
Comunque si dividono in diverse catagorie:
1 - Quelli con gli attributi: prendono molti soldi, parlano bene e fanno vendere le opere dell'artista
2 - Quelli che parlano bene e basta, ma hanno un seguito in televisione ecc.
3 - Quelli che parlano bene e non servono a niente
4 - Quelli che dicono di essere critici, pur lavorando all'ufficio entrate, o perchè scrivono su qualche giornaletto provincialotto.
Mi fermo qui, altrimenti...

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Il la vopro che ho scelto di fare è il critico d'arte e il curatore e questo dopo tanti anni da artista e da creativo.
1) i critici d'arte non servono, possono essere utili alla comprensione delle opere non degli artisti.
2) la critica è un messaggio a cogliere le peculiarità dell'opera e non può essere di convincimento per chi ascolta perché le opere parlano sempre da sole.
3) se la passione aiuta a sensibilizzare verso una comprensione dell'arte, il critico diventa la chiave di lettura dei linguaggi e le sperimentazioni.
4) il critico diventa protagonista quando è artista egli stesso nell'individuare una formula per l'artista curato, tanto da fondersi in sinergia concettuale e materiale con l'artista stesso e consentirgli di perseguire un obiettivo.
5) se ne può fare tranquillamente a meno se il protagonismo porta alle citazioni e ai confronti con artisti storicizzati, perché ogni artista è attuale e al contempo parte di una memoria collettiva, dove le contaminazioni sono l'unica cifra di contemporaneità ed è talmente ovvio il trovare delle similitudini che non trovarle significa dover interpretare e non tutti sono capaci.
6) se il critico riesce a coinvolgere nell'appropriazione di un proprio percorso artistico, l'artista ne guadagna in una nuova visione del proprio operare.
7) per chi pensa che i critici si dividano in categorie figlie del sistema, non mi trovano d'accordo - o sono bravi o no.
8) continuerò a farlo con passione e facendolo per lavoro, pretenderò il giusto riconoscimento della capacità; ovviamente potrò sempre dedicarmi a quegli artisti bravi e non conosciuti che seppur senza compenso avranno sempre la mia attenzione.

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Si, i critici d'arte, (da non confondersi con gli "STORICI DELL'ARTE") quali sorta di "OPINIONISTI DI SETTORE", offrendo il loro punto di vista sulle qualità tecnico/espressive dell'opera d'Arte, creano occasione di riflessione sull'opera stessa, capace di poter rappresentare momento prezioso di autoanalisi per l'Artista e occasione di studio per l'osservatore. Il Critico d'Arte non esprime mai l'oggettività, ma solo il proprio pensiero e la propria soggettiva posizione culturale rispetto all'opera presa in esame, per cui non incarna alcuna "VERITA'", ma solo il suo parere, basato sulla sua identità psicologica, culturale, sociale, sensitiva, intellettuale, intuitiva, scolastica.

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Io mi riferivo chiaramente ai critici d'arte "veri".
Difatti io, pur provenendo da studi umanistici e dopo aver scritto per anni di arte ed artisti in riviste e quotidani (anche nazionali), non mi sono mai definito tale.
I critici veri li cerco e li pago. Ma sono realmente dei professionisti e ti aprono tutte le porte...

gianni nappa said:
Il la vopro che ho scelto di fare è il critico d'arte e il curatore e questo dopo tanti anni da artista e da creativo.
1) i critici d'arte non servono, possono essere utili alla comprensione delle opere non degli artisti.
2) la critica è un messaggio a cogliere le peculiarità dell'opera e non può essere di convincimento per chi ascolta perché le opere parlano sempre da sole.
3) se la passione aiuta a sensibilizzare verso una comprensione dell'arte, il critico diventa la chiave di lettura dei linguaggi e le sperimentazioni.
4) il critico diventa protagonista quando è artista egli stesso nell'individuare una formula per l'artista curato, tanto da fondersi in sinergia concettuale e materiale con l'artista stesso e consentirgli di perseguire un obiettivo.
5) se ne può fare tranquillamente a meno se il protagonismo porta alle citazioni e ai confronti con artisti storicizzati, perché ogni artista è attuale e al contempo parte di una memoria collettiva, dove le contaminazioni sono l'unica cifra di contemporaneità ed è talmente ovvio il trovare delle similitudini che non trovarle significa dover interpretare e non tutti sono capaci.
6) se il critico riesce a coinvolgere nell'appropriazione di un proprio percorso artistico, l'artista ne guadagna in una nuova visione del proprio operare.
7) per chi pensa che i critici si dividano in categorie figlie del sistema, non mi trovano d'accordo - o sono bravi o no.
8) continuerò a farlo con passione e facendolo per lavoro, pretenderò il giusto riconoscimento della capacità; ovviamente potrò sempre dedicarmi a quegli artisti bravi e non conosciuti che seppur senza compenso avranno sempre la mia attenzione.

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Penso che il critico e' un pezzo necessario della scacchiera dell'arte.Dopo aver letto le vs esternazioni condivividibili o meno,mi convingo sempre piu' ad essere rispettoso ed obbiettivo verso chi opera nel mondo della cultura...dare a Cesare quel che e' di Cesare,in questo caso mi riferisco al critico d'arte,quello professionalmente vero.
Lui naviga nell'io dell'artista attraverso la tela,i colori,le immagini,studia i suoi passaggi di vita a volte felici altre meno i motivi psicologici a volte ai limiti della pazzia,pazzia che diventava genialita',e come ben sappiamo la storia dell'arte ne e' piena di questi esempi.
Il critico riesce a scoprire e descriverti molte cose che tu anche in qualita' di realizzatore dell'opera,non ti saresti mai sognato di avere.....
Il critico e' un'intellettuale,il piu' delle volte e' uno studioso infaticabile della storia dell'arte,dei suoi talenti ,e scopritore di nuovi.
Purtroppo i mercanti di arte,hanno bisogno di loro,',anche loro sono merce' di un mercato che fa' di un quadro un pezzo d'arredo,quindi pur di poter vendere si prostituiscono....
Ma mi pongo la domanda ....cosa avrei fatto o comportato
io al posto loro?
Ecco ,cari amici per amor del Dio denaro,molto probabilmente mi sarei comportato alla stessa maniera...per questo ho parlato di dare a cesare ecc. ecc.,cioe' io nel critico vedo la sua professione,la sua cultura,il suo lavoro,l'arte come sua ragione di vita,e questi attributi sono per me sufficenti e degno di rispetto, il resto e' omologazione a meccanismi consumistici di vita.
loris

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Paolo ha detto:
Io mi riferivo chiaramente ai critici d'arte "veri".
Difatti io, pur provenendo da studi umanistici e dopo aver scritto per anni di arte ed artisti in riviste e quotidani (anche nazionali), non mi sono mai definito tale.
I critici veri li cerco e li pago. Ma sono realmente dei professionisti e ti aprono tutte le porte...

gianni nappa said:
Il la vopro che ho scelto di fare è il critico d'arte e il curatore e questo dopo tanti anni da artista e da creativo.
1) i critici d'arte non servono, possono essere utili alla comprensione delle opere non degli artisti.
2) la critica è un messaggio a cogliere le peculiarità dell'opera e non può essere di convincimento per chi ascolta perché le opere parlano sempre da sole.
3) se la passione aiuta a sensibilizzare verso una comprensione dell'arte, il critico diventa la chiave di lettura dei linguaggi e le sperimentazioni.
4) il critico diventa protagonista quando è artista egli stesso nell'individuare una formula per l'artista curato, tanto da fondersi in sinergia concettuale e materiale con l'artista stesso e consentirgli di perseguire un obiettivo.
5) se ne può fare tranquillamente a meno se il protagonismo porta alle citazioni e ai confronti con artisti storicizzati, perché ogni artista è attuale e al contempo parte di una memoria collettiva, dove le contaminazioni sono l'unica cifra di contemporaneità ed è talmente ovvio il trovare delle similitudini che non trovarle significa dover interpretare e non tutti sono capaci.
6) se il critico riesce a coinvolgere nell'appropriazione di un proprio percorso artistico, l'artista ne guadagna in una nuova visione del proprio operare.
7) per chi pensa che i critici si dividano in categorie figlie del sistema, non mi trovano d'accordo - o sono bravi o no.
8) continuerò a farlo con passione e facendolo per lavoro, pretenderò il giusto riconoscimento della capacità; ovviamente potrò sempre dedicarmi a quegli artisti bravi e non conosciuti che seppur senza compenso avranno sempre la mia attenzione.

Ciao a tutti ...e ben ritrovati....è da molto tempo che non frequentavo questo FORUM per impegni di lavoro....Sono oggi ritornato con l'intenzione di inviare a tutti Voi Amici gli Auguri....ma prima..volevo dire due parole..in generale..avendo letto le Vostre legittime opinioni...sono d'accordo con chi afferma che ci sono delle differenze sostanziali tra un Critico e l'altro...E' vero e lo confermo che il Critico d'Arte che lo fa per passione essendo in possesso di determinate caratteristiche sensoriali naturali capaci di percepire le vibrazioni emanate da un dipinto, una scultura e quant'altro...riesce a darti e a dare ad un eventuale pubblico o recensione...la sua personale visione e percezione del medesimo..con tutti gli annessi e connessi se è anche uno Storico dell'Arte.... Sono convinto anche che non Tutti i Critici danno la loro personale opinione seguendo soltanto quello che percepiscono...voglio dire interpretando secondo la propria cultura e qualt'altro...ci sono quelli invece che evidenziano soltanto aspetti caratteriali e personali dell'Artista evidenziandoli palesemente.....In questo caso siamo di fronte a una sensibilità tale che evidenzia ed esprime la quasi totale realtà dei significati del dipinto o del lavoro in generale.
Se questo critico d'Arte .... a mio avviso ti conosce, ti segue VIVE con te Artista e ha le capacità o gli attributi per farsi un'idea vera e reale di te beh.. allora ci sono tutte le condizioni per far si che dalla bocca e della penna di questo Critico venga espresso l'immagine molto vicina al reale dell'Artista e del suo lavoro nella sua completezza..... Se tutto questo avviene in piena amicizia e collaborazione senza compensi in danaro.....Ci troviamo di fronte a due forze e sensibilità naturali che sono utili reciprocamente..sinergicamente ,,,poichè anche il Critico d'arte PASSIONALE cresce e se ne compiace... nutrendosi dell'arte applicata degli Artistio qualcuno di loro........ Tutto il resto ...situazioni diverse da questo rapporto di amicizia rispetto...collaborazione e sostegno reciproco in piena amicicia....è solo strumentale !
Freddo..Asettico....Non reale...Gonfiato.....Ecco il Critico da evitare....quello che ti gonfia a punto che poi scoppi...e anzichè aiutarti ad emergere...in quel modo diciamo a distanza e dietro compenso ti fa più danno che altro....perchè la realtà non si può camuffare... Questo è il mio semplice pensiero.....Spero non aver offeso alcuno semmai l'avessi fatto è stato involontario e chiedo scusa.....Amici Carissimi siamo a NATALE e voglio augurare a tutti Voi di essere sereni e buoni...questa è un'occasione da non perdere ....Buon NATALE mario enrico d'Ippolito Ciao

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Sul ruolo attuale del cosiddetto critico d'arte (espressione infelice ed anacronistica) mi era stato chiesto di fare da relatore al Convegno di Bagnacavallo sulla Grafica d'Arte, svoltosi nel giugno scorso. Ai relatori sono stati poi chiesti dei "condensati" dei loro interventi, pubblicati come atti del convegno sul numero di ottobre de "L'occhio nel segno". Il condensato relativo alla figura del critico è riportato nel sito dello scrivente, www.webalice.it/p.l.senna. Ovviamente non si tratta di "verità rivelata", ma di un'opinione, seppur espressa secondo scienza e coscienza. Le opinioni, come i gusti, possono essere consapevoli e motivati, ma non sono indiscutibili.
Buon anno a tutti i lettori.

Pier Lugi Senna

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