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ALESSANDRO FIGUS

PERCHE' I DIPINTI MODERNI SONO SPESSO PIATTI, MANCANO DI PROFONDITA' E DI VOLUME? di Alessandro FIGUS

Il dipinto moderno, è spesso piatto, manca di profondità e di volume.
Il viale con due filari d’alberi paralleli che si allontana diritto davanti a chi guarda, non riesce a trasmettere il senso di questo allontanarsi…, gli oggetti non sempre riescono ad avere volume.
Ancora una volta dopo un’attenta osservazione, il modo di esprimersi migliora se entrano ad arricchire il linguaggio grafico del pittore, le conoscenze della tecniche, alcune regole prospettiche di facile intuizione, il chiaro scuro, il valore del segno.
Immaginiamo di trovarci in un viale, fra due filari di alberi paralleli, o in una strada fiancheggiata da edifici, o in un intero con le spalle ad una parete.
Osserviamo questi alberi, queste case, questo interno: gli alberi ci appaiono tanto più piccoli quanto più sono lontano da noi, così le case.
Osserviamo la strada, il pavimento: la strada pare che si restringa a imbuto fino a terminare in un punto lontano; il pavimento della stanza, che è rettangolare, ci appare come un trapezio.
E quell’albero, quella casa quell’oggetto, lontani da noi, così piccoli, ci appariranno più grandi se faremo qualche passo avanti.
Dunque le dimensioni reali delle cose ci appaiono diverse a seconda del punto dal quale le osserviamo.

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Risposte a questa discussione

Sono d'accordo con Bruno Pollacci
e con Claudio che cita "L'arte non è rappresentazione è interpretazione"...
Io mi ritengo fortunata di poter decidere di variare forme e colori di quello che mi sta attorno, mi rende felice, sarò mica strana?

Coco

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.....gli esseri umani stanno atrofizzando la loro capacita' di percepire la forma, ed in questo caso la percezione prospettica a causa della visione dell'immagine su schermi.....luci e figure in movimento hanno una pericolosa ripercussione sull'apparato preposto alla percezione visiva..... lontani dai video...dagli schermi e guardiamo di piu' la natura.....

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Il punto è che spesso nei dipinti moderni quello che l'autore vuole trasmettere è raramente il riflesso fotografico della realtà! ci sono dipinti piattissimi che trasudano emozioni!!!

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Io credo perchè oggi si perde molto di " Vista.... " ( la differenza che c' è tra il VEDERE E GUARDARE
Se ci interroghiamo sulla differenza tra il vedere e il guardare, siamo spesso portati dal linguaggio comune ad associare il vedere alla superficialità, alla “prima occhiata”, un evento che coinvolge solo gli occhi e non la mente, attribuendo invece al guardare una valenza di comprensione più profonda rispetto a ciò che ci sta davanti, un processo che coinvolge occhio, mente e cuore.
Ma davvero è così?
Guardare presuppone il pensiero, Il nostro bagaglio esperienziale, la nostra individualità, sono un filtro importante, il vedere passa dall’occhio al cuore. Diretto, senza il filtro del cervello, donando uno stupore istantaneo.
In quanti modi diversi si può esperire il vedere?
Articolo Tratto da Istituto per lo sviluppo e l'integrazione secondo il metodo Feuerstein. giovedì, luglio 17, 2008 )
Ho persato di rispondere con questo parsiale e bellissimo articolo, di quanto sia importante capire la differenza tra il vedere e il guardare, cosa che molto probabilmente non fanno chi esegue un opera da lei citata.
Ricordo anche per quello che riguarda la prospettiva che anche Giotto e altri ancora non la conoscevano, ma riuscivano a fare delle opere speciali.
Maria Lucia Castro 19-05-09

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QUANDO FACEVO LE MEDIE LA MIA INSEGNANTE GUARDAVA SEMPRE LE PROSPETTIVE CHE IO NON ESSENDO AFFATTO PORTATA...

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CIAO GIOVANNA, VORRESTI ELENCARE QUESTI DIPINTI E MAGARI ALLEGARE QUALCHE FOTO IN MODO DA RENDERE LA DISCUSSIONE PIU' INTERESSANTE E APPROFONDITA... CIAO

giovanna ha detto:
Il punto è che spesso nei dipinti moderni quello che l'autore vuole trasmettere è raramente il riflesso fotografico della realtà! ci sono dipinti piattissimi che trasudano emozioni!!!

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CIAO MARIA, IL TUO DISCORSO NON FA' UNA GRINZA... UN RICORDO PRESUPPONE UN EMOZIONE FORTE E COINVOLGENTE... L'ARTE E LA PITTURA IN PARTICOLARE CI DEVONO DARE QUESTO... NON SEI D'ACCORDO?
AGGIUNGI DELLE IMMAGINI DI QUADRI MODERNI CHE SECONDO TE HANNO QUESTO EFFETTO... E SOTTOLINEANO IL GUARDARE ATTRAVERSO L'EMOZIONE DELL'IMMAGINE... E NON IL VEDERE! CIAO

Maria Lucia Castro ha detto:
Io credo perchè oggi si perde molto di " Vista.... " ( la differenza che c' è tra il VEDERE E GUARDARE
Se ci interroghiamo sulla differenza tra il vedere e il guardare, siamo spesso portati dal linguaggio comune ad associare il vedere alla superficialità, alla “prima occhiata”, un evento che coinvolge solo gli occhi e non la mente, attribuendo invece al guardare una valenza di comprensione più profonda rispetto a ciò che ci sta davanti, un processo che coinvolge occhio, mente e cuore.
Ma davvero è così?
Guardare presuppone il pensiero, Il nostro bagaglio esperienziale, la nostra individualità, sono un filtro importante, il vedere passa dall’occhio al cuore. Diretto, senza il filtro del cervello, donando uno stupore istantaneo.
In quanti modi diversi si può esperire il vedere?
Articolo Tratto da Istituto per lo sviluppo e l'integrazione secondo il metodo Feuerstein. giovedì, luglio 17, 2008 )
Ho persato di rispondere con questo parsiale e bellissimo articolo, di quanto sia importante capire la differenza tra il vedere e il guardare, cosa che molto probabilmente non fanno chi esegue un opera da lei citata.
Ricordo anche per quello che riguarda la prospettiva che anche Giotto e altri ancora non la conoscevano, ma riuscivano a fare delle opere speciali.
Maria Lucia Castro 19-05-09

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non lo so.
Nella pittura dell'ottocento non esisteva questo problema.
Io nella mia forma espressiva, cerco di dare profondita e movimento, sopprattutto movimento.
Ma io non faccio testo sono solo agli inizi

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Perche' a parte tutte le tecniche i pittori moderni non solo non dipingono quello che vedono , ma cio'che sentono, ma hanno poco contatto con la natura vera: La realta' di oggi non e' la stessa di un pittore che ha vissuto nell' 800.
Oggi il dinamismo dovuto alla vita dell'uomo moderno ci proietta al di la' di quello che e' la realta' appiattendo anche il nostro punto di vista che non e' piu' lo stesso.
la televisione, il cinema e tutto cio'che in esso concerne, fanno dell'uomo moderno un essere gia' appiattito in se stesso.
Abituato alla sua dose giornaliera di pubblicita' , di notizie , spettacoli , misica e via dicendo....La vera natura e'tutt'altra cosa, e appunto una cosa di altri tempi.

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Io amo la forma..amo il volume. Secondo me, nella scultura il volume e importantissimo...forse pure nella pittura. Non voglio ofendere nessuno, ma penso che nell'Arte e più bravo quello che riesce a dare alle sue opere volume e profondità.
..scusate la scrittura..
Carmen

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Caro Alessandro, siamo amici perciò la sincerità è sacrosanta.
Ti sto seguendo e capisco sempre meno il senso della tua eccezionale vitalità: hai messo in moto delle cose che se non smentite, rischiano di coinvolgerci tutti.
AFFRESCO. E' un metodo utilizzato per dipingere quando sussistono certi e determinati presupposti (tutti sanno quali sono). Quando non ci sono resta soltanto una tecnica che condiziona notevolmente la libertà di espressione dell'artista. E non è che l'opera, per essere più difficile da dipingere acquisti, per questa sola ragione, un particolare pregio: non ha nessuna importanza di come si fa a farla, conta soltanto il risultato raggiunto. Perchè altrimenti una cartolina dipinta con la bocca o con i piedi sarebbe preziosissima. Fermo restando che sei libero di fare quello che ti pare, io eviterei di farmene un vanto e solleticare qualcuno, eventualmente, a provarci.
DIPINTI PIATTI. Hai ricevuto dei commenti pazzeschi: mi verrebbe voglia di tirare le orecchie ad uno ad uno, nome per nome. Ma se dio vuole non tutti sono caduti nella trappola. Basterebbero Giovanna e Coco ( e qualche altro) per salvare l'onore della categoria: state parlando dei problemi che deve affrontare un principiante assolutamente sprovveduto e culturalmente a zero assoluto.(Sono cose che si affrontano anche nelle nostre scuole sgangherate dell'obbligo.) Vi invito a chiudere quello che non è un argomento degno di discussione e a pensare che se il dipinto è piatto ci sarà la sua buona ragione poichè nessun pittore, che così si possa chiamare, si potrebbe smarrire in queste cose.
A tutti io ho invece posto un argomento di ben maggiore difficoltà ottenendo, mi auguro per il momento, molto meno loquaci commenti e sul quale rinnovo la sfida: la globalizzazione nella pittura. Qualcuno ha già detto cose interessanti sulle quali meditare.
Io posso risultare ruvido ed insolente, ma il mio amore per la pittura e per i pittori è fuori discussione: la prima mostra alla quale ho partecipato è del 1950.
Un abbraccio.
g.pavani

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