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La globalizzazione ha cambiato tutto il mondo, compresa la cultura. Qualche artista avrà molto probabilmente già creato un nuovo linguaggio ed una nuova poetica: una nuova pittura (intendo colori su una tela, non installazioni che non puoi portare nelle case).
C'è qualcuno che sa indicarmi se c'è, chi è e dove si trova? Oppure quali sono i pensieri dei pittori su qusto tema: vogliamo provocare una discussione?

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Risposte a questa discussione

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io ci sono e dipingo olio su tela, personalmente mi piacciono le installazioni me penso che siano nuvole d'aria in quanto una volta esposte poi dove vanno a finire? chi le compra? mentre un quadro rimane per sempre, anche fisicamente nelle mani di qualcuno... www.stefanooliva.com

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Salve!
Mi chiamo Milva Pierotti, sono una pittrice e ho creato artisticamente un mio linguaggio personale:
Le Reti
<< In questa serie di lavori colore e trame tessili interagiscono verso una rivelazione delle connessioni che legano macrocosmo e spazio interiore.
Nei vari momenti creativi, sempre tra concettuale e visionario - le energie delle strutture reticolari evocano i colori attraverso bagliori, profondità, squarci di scenari.
Come corde di uno strumento musicale, fanno vibrare apparenti seduzioni visive di notti, tempeste, spiagge. ramure nel vento, magma stellare, segnali ultrasensoriali e archetipici, immanenze del cosmo e della religiosità, atmosfere epocali.
L’espressione concettuale talora fa emergere ambigue forme plastiche, intrise di bagliori aurorali o nordici, migranti dalla virtualità all’oggettività.
Non a caso la prima grande mostra di queste opere in Italia col titolo “Le trame di Ermione” (alla Versiliana1999 di Pietrasanta, dedicata al ‘900 e a D’Annunzio) Il riciclo strutturale-funzionale dell’objet trouvé, non certo nostalgico-minimalista, diviene qui un atto di connaturata scelta espressiva. Nell’atelier di Pierotti, tra reti, trame tessili, tessuti, cuoi e materie plastiche - elaborati e fusi nel colore e nei trattamenti con granulature, gessi, pigmenti base - gli elementi del riciclo si fondono nel progetto artistico come catalizzatori della carica emozionale.>>
(Fabio Tedeschi - 2006)

Solid Dreams: tra colore e senso tattile
<< In questa serie di lavori il colore e i tessuti plasticamente consolidati (spesso provenienti dal riciclo)
Affondano o fuoriescono come getti, pieghe, nodi e sipari, incidendo e compenetrando il fondo stesso della tela, fino a coinvolgere talora nell’ evidenza dell’ opera anche parti del telaio interno. Strutture e colori scandiscono, nella calma apparente di una bomba inesplosa, ritmi trattenuti, incrociati e penetrati da conturbanti apparizioni di forme plastiche trattate a chiaroscuro e ad essenziali frottages, tra pittura e senso tattile. Tutto conferisce un’impressione di musica atonale: il tempo si ferma in un dormiveglia scandito dai rilievi tra le squillanti superfici dei colori fondamentali, o le quasi – monocromie dei bronzi, dei grigi aurorali, dei banchi nordici: un mix che ha posto Pierotti all’attenzione della critica e del pubblico europeo.
Dalla forte impostazione plastica è nata la proposta di esporre questa serie di lavori anche ai non vedenti, concretata in due importanti mostre nazionali, a Carrara (Chiesa del Suffragio - 2005) e a Monza (Certosa di Agliate – 2006) tenute in collaborazione con l’ U.I.C. e con vivo successo di pubblico, di critica e dei media. >> ( Artes – 2007)
Se vuole vedere quello che faccio...le invio alcune immagini!

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Gentile Gabriele Pavani,
non so se si tratti di un nuovo linguaggio o nuova poetica, (non pretendo di inventare niente) ma so per certo che sto portando avanti con molta libertà, un discorso molto personale e sperimentale che nonostante mi guardi molto attorno, non trova molte somiglianze. Non faccio installazioni, e più che il colore uso il segno, il materiale che prediligo è la carta. Se vuole, può vedere alcuni dei miei lavori nel sito: www.alessandracocchi.com. Oppure se preferisce la tela come supporto, ho appena inviato in una mostra a Pechino il mio ultimo lavoro a china su tela, può vederlo nel sito: www.geometriefluide.com , nella rubrica "eventi" (link in home page) e cliccando "the Flag".
La saluto cordialmente
Alessandra Cocchi

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Io personalmente dipingo SFERE...più GLOBO di così...ahaha scherzi a parte..credo che ogni pittore sia unico nel suo genere...ogni quadro, infatti, anche se copia d'autore, è come un'impronta digitale...UNICO ED IRRIPETIBILE..

Visitate il mio sito, se vi va..

www.paolamariotti.altervista.org

Ciao a tutti.
Pa

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Vi invito a riflettere, per una contemporaneità globale nell'arte, il problema non si pone su quali tecniche usare, se olio su tela oppere istallazioni ecc. Quello che richiede l'arte è ben altro. Secondo il mio punto di vista l'arte svolgere un compito ben distinto, la qualità, la ricerca di unicità e comunicabilità svolgono un ruolo essenziale e non essere esclusivamente mercato.L'artista quello vero è geniale poichè ha un modo unico per esprimersi e lo si distingue per la sua originalità suggerita dalla sua eccezionale sensibilità nell'osservare intorno i cambiamenti che la società trasmette.La società muta nel tempo e l'artista ne coglie l'essenza essendo anch'egli protagonista. Questa per sommi capi è la mia verità....non è detto che sia l'unica, quella vera nessuno credo sia in grado di affermarla . Vi invio un link da condividere"http://www.ilnostrospazio.org/index.php?option=com_content&task=view&id=133&Itemid=30"

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Alessandra Cocchi ha detto:
Gentile Gabriele Pavani,
non so se si tratti di un nuovo linguaggio o nuova poetica, (non pretendo di inventare niente) ma so per certo che sto portando avanti con molta libertà, un discorso molto personale e sperimentale che nonostante mi guardi molto attorno, non trova molte somiglianze. Non faccio installazioni, e più che il colore uso il segno, il materiale che prediligo è la carta. Se vuole, può vedere alcuni dei miei lavori nel sito: www.alessandracocchi.com. Oppure se preferisce la tela come supporto, ho appena inviato in una mostra a Pechino il mio ultimo lavoro a china su tela, può vederlo nel sito: www.geometriefluide.com , nella rubrica "eventi" (link in home page) e cliccando "the Flag".
La saluto cordialmente
Alessandra Cocchi

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Alessandra Cocchi ha detto:
Gentile Gabriele Pavani,
non so se si tratti di un nuovo linguaggio o nuova poetica, (non pretendo di inventare niente) ma so per certo che sto portando avanti con molta libertà, un discorso molto personale e sperimentale che nonostante mi guardi molto attorno, non trova molte somiglianze. Non faccio installazioni, e più che il colore uso il segno, il materiale che prediligo è la carta. Se vuole, può vedere alcuni dei miei lavori nel sito: www.alessandracocchi.com. Oppure se preferisce la tela come supporto, ho appena inviato in una mostra a Pechino il mio ultimo lavoro a china su tela, può vederlo nel sito: www.geometriefluide.com , nella rubrica "eventi" (link in home page) e cliccando "the Flag".
La saluto cordialmente
Alessandra Cocchi

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mi hai provocato un ricordo della lontana Biennale di Venezia 1964 (tra l'altro quella della Pop Art di Rauschenberg-allora non si chiamava ancora Pop Art!), Nel padiglione Centrale - allora così era chiamato- vi era una sezione dedicata al disegno (diciamo così) ricordo delle opere di Giorgio Bompadre: fogli bianco su bianco ...e così via...ti unisco alcune immagini. ciao
Allegati:

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Salve a tutti,
sono un membro relativamente nuovo del sito. Giovane pittore di 22 anni assolutamente autodidatta. Ho iniziato, come un pò tutti penso con l'olio su tela, ma poi è avvenuta la mia personale Rivoluzione. Da circa tre anni realizzo per intero i miei lavori al computer con l'ausilio di una tavoletta grafica (ovviamente uso un Mac), dopodichè una volta che sono stati stampati su canvas li ri-finisco a oilo. L'effetto è sorprendente.
Per chi volesse dare un'occhiata http://myspace.com/thelibertine11 - http://loscorpione87.deviantart.com/gallery - o su facebook cercando Federico Ferrauto.

Grazie a tutti , a presto
Allegati:

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questo è per alessandra cocchi

lello bavenni ha detto:
mi hai provocato un ricordo della lontana Biennale di Venezia 1964 (tra l'altro quella della Pop Art di Rauschenberg-allora non si chiamava ancora Pop Art!), Nel padiglione Centrale - allora così era chiamato- vi era una sezione dedicata al disegno (diciamo così) ricordo delle opere di Giorgio Bompadre: fogli bianco su bianco ...e così via...ti unisco alcune immagini. ciao

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Io non sò se ho "inventato" un nuovo linguaggio ma per alcuni anni ho gestito un laboratorio aperto a ragazzi del quartiere dove si facevano varie attivtà legate all'espressione artistica. Per coinvolgere anche i ragazzi meno interessati ho elaborato un progetto dal titolo "graffi rubati". il progetto ha interessato anche bambini di scuole elementari ed è culminato con un paio di mostre. Si andava alla ricerca di graffi presi, anzi "rubati" dai posti più impensati e ingrandendoli li coloravamo....Io ancora adesso continuo a "rubare" graffi per portarli ad un livello espressivo più intenso e devo dire che c'è da imparare molto da ciò che si ...butta. Ma forse è più facile andare a vedere nel mio sito le pagine dedicate a quanto detto: www.ilventomuovelerighe.it (dalla home cliccate "graffi rubati") Buoni Colori a tutti. Stefano di Trento.

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