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La globalizzazione sta contribuendo pericolosamente all'accelerazione dell'aumento della temperatura sul nostro pianeta, trasformandoci tutti in corresponsabili, più o meno informati!
Se entro questo secolo non si frenerà l’elevazione del riscaldamento medio del globo a meno di 4°C, il mondo diventerà, sta già diventando, irriconoscibile: drastica scomparsa di quel che resta dell'attuale biodiversità, fine di città costiere, uniche e densamente popolate, come Venezia, isole, come Kiribati (Micronesia), per l’innalzamento del livello dei mari, crescita della desertificazione, perdita di fertilità della terra, aumento della scarsità d'acqua dolce, potenziamento dei fenomeni atmosferici e terrestri catastrofici, praticamente quel che resta dell'umanità dovrà migrare ai poli.
E' sufficiente o devo continuare?
Per evitare tutto questo bisognerebbe ridurre le nostre emissioni inquinanti nella fragile atmosfera del 70%, entro il 2015. Le stiamo, invece, aumentando ad un ritmo annuo del 3% (Paul Crutzen, Nobel per la chimica, “Antropocene”, IPCC 2007, Gabrielle Walker and Sir David King, “The Hot Topic”- 2008, Bloomsbury, ecc., ecc.) .
Qualcuno si chiede cosa centra tutto questo con l'arte?
Domando, ma un artista, potrebbe sopravvivere, lavorando in un simile ambiente infernale privo di biodiversità?
L'arte è il più sacro inno alla vita. L'arte è il massimo lascito che possiamo trasmettere ai figli. L’arte è crescita culturale umana.
Ogni attimo di vita prima di scoccare è un nuovo palpito che l'artista sa cogliere, fissare e porgere nel suo linguaggio forgiato dal contenuto della creazione.
Luigi Fiorin
Luigi Fiorin ha detto:La globalizzazione sta contribuendo pericolosamente all'accelerazione dell'aumento della temperatura sul nostro pianeta, trasformandoci tutti in corresponsabili, più o meno informati!
Se entro questo secolo non si frenerà l’elevazione del riscaldamento medio del globo a meno di 4°C, il mondo diventerà, sta già diventando, irriconoscibile: drastica scomparsa di quel che resta dell'attuale biodiversità, fine di città costiere, uniche e densamente popolate, come Venezia, isole, come Kiribati (Micronesia), per l’innalzamento del livello dei mari, crescita della desertificazione, perdita di fertilità della terra, aumento della scarsità d'acqua dolce, potenziamento dei fenomeni atmosferici e terrestri catastrofici, praticamente quel che resta dell'umanità dovrà migrare ai poli.
E' sufficiente o devo continuare?
Per evitare tutto questo bisognerebbe ridurre le nostre emissioni inquinanti nella fragile atmosfera del 70%, entro il 2015. Le stiamo, invece, aumentando ad un ritmo annuo del 3% (Paul Crutzen, Nobel per la chimica, “Antropocene”, IPCC 2007, Gabrielle Walker and Sir David King, “The Hot Topic”- 2008, Bloomsbury, ecc., ecc.) .
Qualcuno si chiede cosa centra tutto questo con l'arte?
Domando, ma un artista, potrebbe sopravvivere, lavorando in un simile ambiente infernale privo di biodiversità?
L'arte è il più sacro inno alla vita. L'arte è il massimo lascito che possiamo trasmettere ai figli. L’arte è crescita culturale umana.
Ogni attimo di vita prima di scoccare è un nuovo palpito che l'artista sa cogliere, fissare e porgere nel suo linguaggio forgiato dal contenuto della creazione.
Luigi Fiorin
Luigi Fiorin ha detto:Luigi Fiorin ha detto:La globalizzazione sta contribuendo pericolosamente all'accelerazione dell'aumento della temperatura sul nostro pianeta, trasformandoci tutti in corresponsabili, più o meno informati!
Se entro questo secolo non si frenerà l’elevazione del riscaldamento medio del globo a meno di 4°C, il mondo diventerà, sta già diventando, irriconoscibile: drastica scomparsa di quel che resta dell'attuale biodiversità, fine di città costiere, uniche e densamente popolate, come Venezia, isole, come Kiribati (Micronesia), per l’innalzamento del livello dei mari, crescita della desertificazione, perdita di fertilità della terra, aumento della scarsità d'acqua dolce, potenziamento dei fenomeni atmosferici e terrestri catastrofici, praticamente quel che resta dell'umanità dovrà migrare ai poli.
E' sufficiente o devo continuare?
Per evitare tutto questo bisognerebbe ridurre le nostre emissioni inquinanti nella fragile atmosfera del 70%, entro il 2015. Le stiamo, invece, aumentando ad un ritmo annuo del 3% (Paul Crutzen, Nobel per la chimica, “Antropocene”, IPCC 2007, Gabrielle Walker and Sir David King, “The Hot Topic”- 2008, Bloomsbury, ecc., ecc.) .
Qualcuno si chiede cosa centra tutto questo con l'arte?
Domando, ma un artista, potrebbe sopravvivere, lavorando in un simile ambiente infernale privo di biodiversità?
L'arte è il più sacro inno alla vita. L'arte è il massimo lascito che possiamo trasmettere ai figli. L’arte è crescita culturale umana.
Ogni attimo di vita prima di scoccare è un nuovo palpito che l'artista sa cogliere, fissare e porgere nel suo linguaggio forgiato dal contenuto della creazione.
Luigi Fiorin
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