L’artista è già abituato a disegnare, ma il suo disegno tal volta, risulta schematico, assolutamente convenzionale simbolico.
Caratteristico è infatti, nell’albero, il modo di passare dal tronco ai rami, la mancanza di proporzione, fra i rami e le foglie, l’artista si esprime così perché ricorda solo vagamente le forme, senza essersi mai soffermato ad osservarle.
I casali di campagna, le stradicciole, il cimitero, i cascinali tutti uguali visti di fronte, diritti o pendenti a seconda della direzione della strada. Il cimitero e la strada, che imbocca diritta la porta di casa, visti dall’alto. Tutto intorno un leggero colore azzurro che sta ad indicare il cielo: cielo ai lati delle strade, sopra e sotto le case, cielo dappertutto.
Un disegno come questo non soddisfa certo l’artista che lo ha eseguito. Egli però non sa esprimersi diversamente per ora…
Nei disegni sulla frutta troviamo spesso un evidente certo più esatto ricordo delle forme e dei colori:l’immagine però nasce dal ricordo immediato di un esperienza divenuta abitudine e quindi superficiale, distratta e non da una attenta osservazione. In altre parole l’artista ricorda la forma dei frutti perché è abituato a trovarseli tra le mani e sott’occhio. Il disegno perciò rimane convenzionale.
Via via l’artista deve osservare, cominciare a vedere la realtà intorno a lui, e desidera di esprimersi in modo più adeguato alle sue nuove esigenze.
Semplici oggetti, fiori, frutti, ortaggi, variamente disposti nello spazio intorno, uno sguardo fuori dalla finestra, l’invito a guardarsi attorno, e a prendere appunti, quando possibile su un taccuino, fissando la forma di un albero, di un frutto, di una foglia, di un oggetto, di un animale… ; tutto questo servirà ad arricchire il linguaggio grafico.
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