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expo Commento da expo su 14 Novembre 2008 a 19:55


Oggetto: READING DI POESIA AD AVERSA

L’Associazione Naonisart filiale di Aversa (CE), nell’ambito della rassegna artistica e culturale “Natale ad Aversa”, per il giorno 21 dicembre 2008, ha indetto una Lettura Pubblica di Poesia all’interno della Struttura Comunale Ex Macello. La partecipazione all’Evento è gratuita ed aperta a tutti, sono ammesse sia poesie in lingua che in vernacolo. Sono inoltre ammesse dissertazioni filosofiche e letture di saggistica.
NON si tratta di una gara a premi, in quanto lo scopo dell’iniziativa è quello di dar vita ad un salotto letterario ampiamente condiviso, una sorta di laboratorio culturale all’interno del quale poter valorizzare le qualità dei singoli.
I poeti ed autori vari saranno chiamati sul palco a declamare i propri lavori dinanzi ad una platea di spettatori, in uno scambio di emozioni e di vedute che, come confermato da precedenti esperienze, siamo certi possa arricchire ciascuno.
A tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di merito per aver contribuito alla realizzazione dell’iniziativa che andremo a presentare.
La giornata sarà inserita nel calendario artistico e culturale della Naonisart, composta da una serie di appuntamenti denominati “Aperitivi d’Arte”.
Quanti fossero interessati a prendervi parte possono contattare entro il 10 dicembre 2008 il segretario della Naonisart Carmine T.A. Verazzo all’indirizzo e mail catuan@libero.it o direttamente al numero 3397655841.
enrica Commento da enrica su 10 Ottobre 2008 a 20:22
PONTEVICO NATIO
29 giugno 2008

Pontevico, padre putativo
discendo dalle tue radici
ramificate e solenni;
i rami tuoi
sono vegeti colori
claudicanti versi mah!
incisi fra le insenature del cuore
sparsi fra le tante stagioni e,
come una dea ti faccio le fusa
e ritorno straniera!
Calpestato il suolo
dopo decenni
ero altera e silenziosa,
madre terra non scorda
chi da essa fu generata.
Contaminata dal tuo sorriso
vagai per ricordi remoti
solidi, irremovibili, alternati!
Ne fui soggiogata,
mi sedetti e sognai di mille ricordi
nella soffitta...
Estroversa e timida
dentro una coperta di ragnatela;
assopita, c'era una bimba!


BASTASSE UNA PREGHIERA!
(A tutti i bambini del mondo che muoiono per mano dell’uomo)

Impallidisco
tremando
scendendo furtiva
in quegli sguardi di pianto
violentati
flagellati
con esplosioni di fuoco
che non sono d’amore!
Innocenti grandi occhi
feriti da stocchi acuminati
la forza manca
di alzare braccia al cielo
il loro corpo statico è tutto un grido!

Spasmodica una preghiera
mentre il capo piego,
cadono ogni volta
lacrime sul cuore
e, su pugni violacei chiusi!

E’ uno schifo!
Dio mio;
bastasse una preghiera!...



Enrica Miglioli febbraio 2008
Cristina pia Commento da Cristina pia su 22 Agosto 2008 a 15:34
Tirrimotu
Nu’ boato
S’apriu
u’ criatu.
Mari
autu
Terra
Spaccata
Parsi na’
Varca
Chi s’avia
Affunnata
Du’ suli
Minuti
E spariu
A jiornata.

Traduzione

Terremoto/
Un boato/ e si è aperto/il creato/mare/alto/terra/spaccata/è sembrata/ una barca/che si era/affondata/due soli minuti/ed è sparita/la giornata.
Cristy 2008-08-22
Cristina pia Commento da Cristina pia su 21 Agosto 2008 a 15:23
A birritta di jeans

Quannu m’accattai avja vint’anni
Era inusuali… eccentrica…bedda.
Tutti ma taljavanu supra a spiagedda
Jo mi sentja curiusa dintra ddrì panni.
Ma non ma livava…e nuju volja avvidiri.
Accussì a birritta cchiù sutta calava
Finu a supra l’occhi a fisiera mi stava.
Sta’ storia nun potia cchiù finiri
annu pì annu jo ma mintja cu curaggiu
finu a u primu suli cocenti di maggiu..
a me testa accuppata facia sempi avviriri.
A birritta è reliquia viventi …na’pozzu jettari
…trent’anni passaru di tannu….si u vuliti sapiri
è n’pezzu di vita passata ca nun si po’ sulu cuntari…
Traduzione
Il cappello di jeans
Quando l’ho comperato avevo 20anni
Era inusuale… eccentrico …bello
Tutti me lo guardavano in spiaggia
Io mi sentivo curiosa in quei panni
Ma non lo toglievo e nessuno volevo vedere.
Cosi il cappello più giù io tiravo
Fin sopra gli occhi la visiera mi stava.
Questa storia non poteva più finire
Anno per anno la mettevo con coraggio
Fin dal primo sole cocente di maggio.
La mia testa coperta facevo sempre vedere
Il cappello è reliquia vivente non lo posso buttare
Trent’anni son passati d’allora se lo volete sapere
È un pezzo di vita passata che non si può solo raccontare…
Cristy2008-08-21
Cristina pia Commento da Cristina pia su 19 Agosto 2008 a 8:49
Rituorna pe me
Tu me crere finalmente serena
Se te faccio buon viso e na’rrisa
Ma de’ lacrime so zuppe so’ intrise
Batte forte de’ sto’ polso sta’ vena.
Tengo o’ core cchiu’ sempe sbattuto
Ogni vorta sempe cchiu’ e accussì
tutte e vvote che vago a durmì.
Nun è o vero è un falso scaduto.
Nun so’tranquilla comme tu me vulesse
Ma e preghiere ca rivolgo o’ Signore
So’ perpetue e so’ sempe le stesse:
Rituorna …pe’ mè te dice sto’ core.
Me lassata quanno ancora ce’ stongo
Nun turnà quanno oltrepassata poi songo.
Traduzione
Tu mi credi finalmente serena
Se ti faccio buon viso e un sorriso
Ma di lacrime so piene sono intrise
Batte forte del mio polso la vena.
Ho il cuore sempre più triste
Ogni volta sempre più è così
Tutte le volte che vado a dormire.
Non è vero…è un falso scaduto
Non sono tranquilla come tu mi vorresti
Male preghiere che rivolgo al Signore
Son perpetue e son sempre le stesse.
Ritorna per me ti dice questo cuore
Mi hai lasciata quando ancora ci sono,
non tornare quando oltrepassata sarò
Cristina pia Commento da Cristina pia su 18 Agosto 2008 a 17:27
Danza per la vita,Perché non è finita
Danza per amarti,E sappi valutarti
Danza per sognare e non dimenticare
il ritmo , che pulsa nelle tue vene
è solo tuo e da sempre ti appartiene.
Danza Emanuela, trasmetti allegria
Danza Emanuela, la musica è magia.
Coccolati nel vortice del ritmo argentino
Quel tango appassionato anche parigino.
Cristina pia Commento da Cristina pia su 18 Agosto 2008 a 17:26
ER MIO VENERDI’ SANTO

E ora Grazie Signore per tutte le vorte che m’hai sarvata.
Re, Lungo il cammino tu m’hai soccorso e non ho sentito

Ma quanta fatica senza volerlo avevo fatto lungo la strata.
Io poi me so’ chiesta, ma come mai nun ho visto nè sentito?
Ora me so’ ritrovata, dura de core , frastornata e incavolata.

Vvoi pe’ tutte le cose, vvoi che devo affrontare senza sapere,
E Mo! Te chiedo l’ennesima grazia senza manco più fiatare?
No,Tu me poi dì; porta la croce, co’ tanta umana sofferenza
E Offri er dolore con amore, per la salvezza. E nun t’agitare.
Ridi, Io che te vedo soffrir così, te do la pace e tanta pazienza.
Dio Grazie, damme ‘na mano, me sani senza nissun dolore.
Intanto, te prometto, genufletto, sto’ qui a pregà a tutte l’ore

Se Guardi n’po’ n’do so’ arrivata co stà scalata piena de sassi
Ah!Li sto’ a scanzà senza fiatà, che devo fa’ so’tanti incassi.
Ner rivortarme guardo a quelli che stanno, peggio de peggio
Tiè; mejo che dai ‘na mano all’artri, sinnò sento che vaneggio.
Ora, sto’ mejo, nun poi capì quanno Risorgi, come festeggio.

Cristy2008-02-19
Cristina pia Commento da Cristina pia su 18 Agosto 2008 a 17:24
Ottobre Duemilatre
In aula io e te
Lezione di filosofia
Il prof. con savia maestria
Frederic Nietsch spiegava
velocemente l’ora andava.
Il fatto che dopo la lezione
Noi parlavamo con emozione
Del grande filosofo eravamo presi
Ma anche al cervello eravamo lesi.
Molte esperienze ancor non avevi
Di anticipar esami non volevi.
Di gran lunga ti avevo passato
Ma devo dir che hai ben recuperato.
La nomina di discepolo ti calzava a pennello
Ma col tempo della maestra ne hai fatto granello.
La tua laurea ti sei strameritata.
Ma anche li mi hai bugerata
Di un giorno soltanto primo sei stato
Dottor magistrale in onor dichiarato.
Il giorno seguente a ruota seguito
Ti ho lasciato il mio benservito.
Discepolo e maestra si son laureati
In barba a tanti altri primi candidati.
La tua maestra
Cristina Sessa
Roma 19 novembre 2007
Cristina pia Commento da Cristina pia su 18 Agosto 2008 a 17:21
Dire e non dire

Quello che non dico
Nel cuor maledico
Dir tutto o qualcosa
Sprigiona la rosa

Le spine fan male
Allor son gioviale
Non voglio carpire.
Il segreto è morire

La maschera buffona
Nasconde, imprigiona,
ma un giorno o l’altro
sarò più che scaltro

ridendo imprigiono
chi chiede perdono.
Confesso. È pena silente
Ma devo, pur esser, eloquente
Cristina pia Commento da Cristina pia su 18 Agosto 2008 a 16:07
F ame d’ aria
A ria intrisa
Mera malia
Entra narcisa
Divampa nuda
Infiamma urla
Aleggia cruda
Rosseggia burla
Ispida ingurgida
Ansima languida.
Cristy2008
 

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