BIOGRAFIA
GIOVANNI TARLAO pittore di Grado,a 17 anni scopre l’interesse per la pittura.
Avviato al mestiere di meccanico, nel tempo libero si dedica all’arte,e in forma spontanea realizza vedute della sua città e dell’area lagunare, attratto dalla luce sfavillante, amplificata dai riflessi generati dal movimento dell’acqua. Prosegue su queste tematiche e raggiunge competenza apprezzabile, fino alla fatale svolta stilistica che dal figurativo passa alla pittura informale, transito quasi obbligato di ogni pittore che sente compiuto il suo lavoro di figurazione.
. Numerose sono state le mostre collettive in diverse regioni d’Italia ed una personale e nei concorsi ha preso alcune segnalazioni, un primo posto e due terzi posti in Friuli Venezia Giulia.
UGO FELICI HA DETTO: Accostarsi all’ opera di Giovanni Tarlao non è cosa facile. Una personalità poliedrica la sua, che ha dimostrato durante il suo percorso artistico di saper esprimersi egualmente bene in generi diversi.
Dopo aver preso le distanze dal figurativo, abbandonato il rigore stilistico di un realismo che ormai gli è estraneo, ha ora affidato al gesto, alla materia ed al colore il compito di veicolare le proprie emozioni, i propri stati d’ animo, la propria spontaneità.
Osservando i suoi lavori ci si accorge che non di rado è presente una pittura che diventa spesso caotica, fatta di campiture cromatiche che si intersecano senza nessun ordine apparente, come se l’ urgenza di trasmettere al mondo le proprie sensazioni avesse guidato la sua mano sulla tela, una tela che è diventata ora non soltanto il mezzo, ma il luogo d’ incontro tra materia e pulsioni risalenti dal profondo dell’ animo.
Una materia che si stratifica, presentandosi ora, densa e grumosa.
Le mestiche più eterogenee, frutto di una sperimentazione costante sul comportamento dei materiali, (come sabbie, polvere di quarzo, colle ecc.), creano superfici vibranti, capaci di evocare passioni, gioie, drammi, stati d’ animo sottili.
Un uso “sonoro” del colore, il suo, vivido, palpitante, come in una sinfonia, sciabolate improvvise che diventano ora luce gioiosa ora dramma allorché l’ intervento del segno nero interviene a sottolinearne la presenza.
La mia impressione è che nel corso del processo creativo, all’ artista non interessi ormai più sapere dove arriverà, ma cosa troverà lungo la via. Non gli appartiene ormai più la pianificazione dell’ opera controllata dalla mente, ma quello che istinto e caso faranno accadere sulla tela, al di là di ogni sintassi pittorica.
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Grazie

Buon compleanno Giovanni!!!un abbracio
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organizzato l’evento espositivo finale.
un bacio alla Rose
Catherine
http://www.premioceleste.it artegiraldi l'opera in questione si intitola donna regina ringrazio tutti i migliori saluti
Complimenti per i tuoi lavori!
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