Il pittore dalle cento anime
Ciò che più colpisce nella pittura del maestro Renato Giordano è la poliedricità della sua produzione. L’opera dell’Artista spazia in un mondo così vario da sembrare un caleidoscopio in continuo mutamento.
Nei “Galli in lotta”, come in un mosaico Pompeiano, si miscelano colori caldi e freddi che donano vita ai contendenti in tutta la drammaticità di quella battaglia per la sopravvivenza e quasi si immaginano gli avidi scommettitori intorno quel campo di morte.
Nella serie “I Pupari”, utilizzando sapientemente un tratto e un mix di colori unici, il maestro ottiene una falsa staticità, evocante nello spettatore, un poetico profumo di cose passate e di ricordi infantili.
Nella serie “Don Chisciotte”, la dimensione onirica e folle prende il sopravvento e le essenziali intuizioni di Giordano descrivono, a tutto tondo, l’evoluzione della pazzia e della solitudine del protagonista.
Le “Marine” sono poesie romantiche su tela che evidenziano la perenne profonda nostalgia dell’Autore per la sua terra natia, la Sicilia.
Le Nature Morte”, meglio sarebbe definirle vive, denotano una scelta così accurata delle varie sfumature tanto da riprodurre, perfettamente, quelle proprie di ciascuna delle quattro stagioni.
Nel capolavoro “La Visita”, che, in effetti, potrebbe essere un autoritratto senza protagonista, Renato Giordano mette a nudo il suo carattere e con pochi particolari, riesce ad ottenere che l’astante si immagini anche il suo aspetto fisico.
Nel “Volo di Icaro” veniamo portati nella dimensione del mito, dove, con il sapiente uso di toni che vanno dal celeste al bianco, l’autore ci trasmette le espressioni di trionfo, prima, di disperazione e angoscia, poi, del protagonista.
Essendo, l’opera di Giordano molto vasta, a testimonianza della sua poliedricità si potrebbero portare altri innumerevoli esempi ma quanto sopra, sicuramente, è sufficiente per notare l’uso sapiente di colori “difficili” che soltanto “veri” artisti sanno valorizzare per ottenere quegli effetti cromatici che ispirano in chi osserva le forti sensazioni che si vogliono trasmettere.
In conclusione, volere etichettare Renato Giordano in una corrente pittorica piuttosto che in un’altra oltre che arduo sarebbe riduttivo: Renato Giordano è e deve restare il pittore dalle cento anime.